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Vogliamo in Nazionale nuovi Baggio, Pirlo e Totti? Ecco la strada

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Innanzitutto è doveroso cominciare con un ringraziamento all’amico e attuale Mister della Nazionale Italiana Roberto Mancini e a chi l’abbia scelto perché l’inversione di tendenza e gli incredibili risultati ottenuti da lui dal momento dell’insediamento sulla panchina della nazionale sono sontuosi e difficilmente ripetibili.
Forse sono anche poco rimarcati, da amante delle statistiche quali sono vorrei sottolineare il record di vittorie consecutive (10) che gli valgono il primato detenuto in precedenza nel lontano 1938/1939 dal fenomeno Vittorio Pozzo, unico allenatore italiano capace di vincere ben DUE mondiali di calcio, peraltro consecutivamente (italia nel 1934 e Francia nel 1938).
Roberto Mancini primo anche nel ruolino di marcia che lo vede raggiungere al primo posto altri due mostri sacri quali Arrigo Sacchi e Giovanni Trapattoni come numero di vittorie (12 su 19 gare).
Penso che i suoi risultati però siano in assoluto i migliori, considerando “lo stato di salute” del campionato italiano attuale, non proprio ai massimi livelli.
Quali sono i motivi della curva di flessione? Perché non si sfornano talenti come una volta? 
Si cercano risposte, intervistando grandi allenatori, presidenti autorevoli e addetti ai lavori di risposte ce ne sono molte, ma poi sembra quasi di trovarci in una fase di stallo dove risulta difficile uscirne fuori e trovare quindi una soluzione al problema.
Analizzando il massimo campionato italiano e le prime otto squadre attualmente in classifica ci sono dei numeri che fanno riflettere molto, i giovani italiani non giocano, si contano sulla punta delle dita, e come insegniamo in tutte le discipline del mondo da sempre, se non giochi con quelli più bravi difficilmente migliori. 
Il campionato è troppo difficile? Perché i giovani non arrivano a 18/20 anni pronti? Sono gli allenatori a non fidarsi e non rischiarli? Dove sono finiti i vari Totti, Pirlo, Baggio, che illuminavano le platee a 20 anni?
Io credo che sia giunto il momento di prendere qualche rischio e cercare di fare qualcosa di diverso, personalmente la mia esperienza attuale in Norvegia come tecnico della Nazionale di Futsal mi ha forgiato molto, ed avere la possibilità di incidere sulla metodologia delle Nazionali giovanili di calcio mi ha aperto molto gli orizzonti su quelle che sono alcune mie idee.
È vero, prima si giocava otto ore al giorno, per strada, a scuola, in chiesa, e poi un paio di volte a settimana nelle varie scuole calcio, i talenti come Totti  maturavano velocemente quelle 10.000 ore di esperienza necessarie per ampliare il proprio bagaglio culturale ed esplodere al momento della verità.
Oggi si gioca due/tre volte a settimana nelle scuole calcio e spesso si cominciano dei lavori assolutamente “fuori luogo” alla ricerca di risultati sportivi già a 10 anni.
Questo è già un punto di raffronto molto importante, direi anche gli “spazi” di allenamento in molte circostanza non sono ben determinati, e considerando le regole (assolutamente corrette) che si inseriscono per le varie categorie dai 7 ai 12 anni, si comprende che forse si potrebbe fare qualche sport più adatto in termini propedeutici, per arrivare a 12 anni ad avere piccoli calciatori sicuramente più allenati sotto il profilo tecnico/intellettivo.
Faccio qualche esempio, in Italia nei campionati di queste fasce di età è vietato per i portieri lanciare il pallone con i piedi nella metà campo avversaria, per due motivi principali: evitare a quelle squadre che hanno giocatori più alti del solito di dare vantaggi molto grandi e soprattutto favorire la costruzione del gioco dal basso con tutti i vantaggi dell’imparare a giocare palla a terra fin da piccoli.
Un’altra regola non scritta ma che comincia ad andare molto di moda è quella di favorire i duelli e stimolare i bambini alla ricerca dell’uno contro uno, per imparare già da piccoli ad attaccare e difendere prendendo dei rischi e senza abituarsi ad appoggi, sostegni e raddoppi difensivi.
Una regola approvata in molti paesi per motivi di “sicurezza” è il divieto agli under 12 di colpire la palla di testa (regola applicata oggi negli Stati Uniti, Giappone, Inghilterra, Scozia ed Irlanda del Nord).
Tutto questo porta a qualche ovvia considerazione, perché non tentare la strada applicata ad esempio in Brasile (in modo integrale) di allenare almeno una volta a settimana i bambini a futsal e non a calcio? Di strutture ce ne sono a sufficienza, di tecnici anche, lo sport non prevede colpi di testa (se non in schemi eccezionali ma non rilevanti sotto il profilo formativo), la palla va giocata sempre vicino, la ricerca dell’uno contro uno è la norma, cooperazioni a due, tre e quattro il pane quotidiano, i tocchi effettuati da ogni singolo giocatore durante una seduta di un’ora e trenta di allenamento sono 8 volte superiori a quelli di una seduta di calcio, lo sviluppo cognitivo molto più intenso perché l’intensità di gioco è quadrupla.
Si è vero, manca la specificità dei ruoli, ma anche qui da amante delle statistiche posso rispondere che mentre 5 anni fa i calciatori che effettuavano i “key pass” ossia i passaggi considerati determinanti per una azione, derivavano sempre e comunque da centrocampisti offensivi, trequartisti o esterni di centrocampo, negli ultimi 5 anni sono entrati in classifica molti difensori centrali; inoltre i portieri, mentre prima venivano allenati esclusivamente nelle parate, ora dedicano alle sedute di allenamento il 15% del tempo a lavori con i piedi, perché sempre più allenatori chiedono al portiere di partecipare nella costruzione del gioco dal basso.
Insomma niente rivoluzione, ma qualche cambiamento nelle metodologie che potrebbe migliorare qualcosa nei giovani calciatori, senza nulla togliere ai programmi attuali. Progetti nuovi ed entusiasmanti come il Futsal in Soccer certamente porteranno un grande miglioramento nel prossimo futuro.
In Norvegia è stato approvato, ovviamente il lavoro non sarà di risultato immediato ma il tempo darà le sue risposte. 
Ora però è tempo di un sincero augurio alla Nazionale Italiana per questi Europei oramai alle porte. Facciamoci valere!
Forza Azzurri!


05/03/2020

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